Spending Review anche in Gran Bretagna

Arriva la spending review anche in Gan Bretagna. Cosa cambia per il servizio sanitario e per i tax credits

spendere poco

Cosa cambia

In questi giorni il cancelliere Osborne ha parla di spending review in Gran Bretagna cercando di spiegarne motivi e interventi. Subito chiaro che ci sarà una redistribuzione e ricollocazione di circa 4mila miliardi di sterline destinati alla spesa pubblica. Le novità maggiori riguarderanno due argomenti di estremo interesse per chi vive e lavora a Londra e in Inghilterra: sanità e casa. Si parlava anche di levare i tax credits, cioè i benefici fiscali per famiglie in difficoltà ma, per il momento, il governo si è fermato almeno su questa decisione. Anche se il governo ha cercato di spiegare questo stop adducendo un presunto miglioramento dell’economia e dei conti del paese, la realtà sembra diversa e cioè che la Camera dei Lords e molti conservatori non si sono dimostrati d’accordo.

Sanità

Cominciamo a parlare della spending review in Gran Bretagna indicando alcune cose che riguardano il capitolo sanità. Nei prossimi quattro anni questo comparto avrà a disposizione ben 10 miliardi di sterline in più. Cosa significa? Che il sistema nazionale, NHS, dovrebbe essere in grado di aumentare sia il numero di pazienti che potranno essere curati, sia il numero di operazioni coperte. Grossa modifica anche per il servizio dei medici di base, GP, e degli ospedali che saranno allungati sia nei fine settimana sia negli orari serali.

Casa

Importanti modifiche anche qui. Perché, infatti, chi comprerà una prima casa si troverà con qualche aiuto in più, ovverosia un aiuto governativo praticamente raddoppiato che passerà al 40% dall’attuale 20%. Un aiuto all’acquisto dunque. Mentre, di contro, saranno svantaggiati quelli più ricchi. Chi vorrà comprare una casa per metterla a reddito pagherà un altro 3% di stamp duty. Legato a ciò, e comunque alla vita di tutti i giorni, il provvedimento che vede un aumento delle tasse locali: ogni councils potrà aumentarle fino al 2%.

Cultura

La spending review in Gran Bretagna non è, come in Italia, una serie di tagli e basta, anzi. Tra i provvedimenti la conferma dell’ingresso gratis nei musei pubblici e il mantenimento degli investimenti nella scuola che continuerà a ricevere i previsti 23 miliardi di sterline destinati all’apertura di nuove scuole, 600mila nuovi posti e l’aiuto a 500 scuole pubbliche.



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