Regno Unito a pochi giorni dal referendum sulla Brexit

Il Regno Unito a pochi giorni dal referendum sulla Brexit. Che aria tira

I sondaggi

brexitNel Regno Unito mancano pochi giorni al referendum sulla Brexit e, come accade sempre in circostanze come questa, fioccano i sondaggi. Uno di quelli che più ha fatto scalpore è stato quello commissionato dal Guardian la settimana scorsa. Ha fatto scalpore perché, a poche settimane dal referendum sulla brexit, è stato il primo che ha parlato di un vantaggio di coloro i quali sarebbero favorevoli all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

In realtà, con una buona dose di furbizia, il giornale ha subito spiegato che i sondaggi sono da prendere con le molle. Anche questo. Dal momento che, altre rilevazioni, condotte con altri metodi, avrebbero messo in luce il contrario. In buona sostanza ciò che è innegabile è l’estrema vicinanza tra le due posizioni. Vicinanza che rende incerto il risultato del referendum sulla Brexit ancora a pochi giorni dal 23 giungo.

Favorevoli e contrari

Chi sono i favorevoli e chi i contrari? Intanto tra i contrari all’uscita del Regno Unito dall’Unione c’è anche lo stesso Cameron che, per mesi, aveva tuonato per l’uscita del suo paese dall’Europa, paventando minacce varie tra cui perdita di lavoro per gli inglesi a causa degli immigrati in Gran Bretagna, compresi i lavoratori europei. Attualmente tra i favorevoli a rimanere in Europa ci sono i laburisti, i LibDem, e lo Scottish National Party. Il partito conservatore, dopo avere cavalcato l’onda Brexit, ora lascia libertà di scelta ai propri elettori. Estremamente contrari alla permanenza del Regno Unito nell’Unione, il sindaco di Londra e il partito di Farage.

L’andamento della “campagna referendaria” è stato abbastanza movimentato con il vantaggio dei contrari alla Brexit che si sarebbe, via via, assottigliato sempre più. Cosa che, ad un certo punto, ha spaventato lo stesso Cameron che ha intonato una marcia indietro quando ha capito che l’ipotesi Brexit non era poi così remota.

I motivi di chi vuole andarsene

I motivi di chi, nel Regno Unito, è favorevole alla Brexit sono, in buona sostanza, molto simili a quelli di tutti i movimenti politici che, oggi, vogliono uscire dall’Europa. Tra gli argomenti più invocati:
– controllo dell’immigrazione
– maggiore autonomia legislativa
– maggiore autonomia economica

Il primo argomento è quello che, forse, distingue maggiormente il clima britannico. Perché se negli altri paesi europei con tentazioni autonomiste l’immigrazione è vista come un problema di gestione dei richiedenti asilo, in Inghilterra sono gli stessi immigrati europei ad essere considerati un potenziale pericolo.

Conseguenze della vittoria della Brexit

Le voci sono molte e, spesso, contrastanti. C’è chi parla di tracollo finanziario e chi mitiga questo aspetto ricordando che il Regno Unito, di fatto, è già fuori dall’euro. In ogni caso la Brexit porterebbe qualche problema nell’ambito del movimento di persone e merci tra Inghilterra e resto d’Europa. I favorevoli all’uscita dicono che, anche in quel caso, i problemi sarebbero limitati e che il paese potrebbe fare come la Norvegia.

Per quanto riguarda le aziende (cosa forse di interesse per i nostri lettori) le cose potrebbero essere un po’ articolate. Basta pensare a quante sono le imprese (europee e no) che hanno sede in Inghilterra e soprattutto a Londra. Non sapendo quali potrebbero essere i negoziati successivi alla Brexit, c’è chi paventa un trasferimento di molte delle risorse umane dal Regno Unito al resto del continente.

Secondo la BCE, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione rappresenta una potenziale disgrazia per la crescita dell’intera eurozona, crescita inglese compresa.



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