Londra avrà uno status speciale

la battaglia per uscire dall'Unione Europea avrà un risultato: Londra avrà uno status speciale

Cambio di rotta

bandiera inglese Ancora una volta si dimostra che spesso, in politica, si tira la corda per ottenere qualcosa di diverso rispetto a quello per cui si è tanto alzata la voce. Vi ricordate le ripetute “minacce” del governo britannico sulla sua volontà di uscire dall’Unione Europea. Bene. Ora, dopo avere ottenuto uno status speciale per Londra, Cameron fa una giravolta e raccomanda agli elettori di votare sì al referendum del prossimo giugno. Cosa vuol dire? Che adesso invita i cittadini a votare contro l’uscita dalla UE, sostenendo che al suo interno la Gran Bretagna è più sicura.

Adesso dovrà impegnarsi a mettere un freno alle tentazioni autonomiste di quegli inglesi che ha, lui stesso, fomentato. Le ragioni sono, come sempre economiche, più che ideali. Cameron ha capito che l’Inghilterra sta meglio nella UE, seppur piena di riforme, che non fuori. Anche perché, uscirne, vorrebbe dire rinegoziare qualcosa come 27 accordi bilaterali. Però, per ora, i sondaggi parlano di un discreto vantaggio a favore dei sostenitori dell’uscita dall’Unione. Londra avrà uno status speciale. Basterà? Diciamo che, dopo aver più volte tuonato per propagandare la cosidetta Brexit, aiutato anche dal sindaco della Capitale, ora sembra voler passare la patata bollente ai cittadini.

Cosa significa

Londra avrà uno status speciale? Cosa significherà, in pratica? Come riportato anche da Il Fatto Quotidiano, per il premier questo vuol dire che la Gran Bretagna non farà mai parte di quello che ha chiamato un “super stato europeo e neanche di un esercito europeo. E, forse per scongiurare defezioni del suo elettorato, si affretta però a garantire che questo non significa mollare la presa rispetto al giro di vite contro i lavoratori europei colpevoli, secondo lui, di sfruttare il sistema sanitario nazionale.

Vediamo nel dettaglio alcune cose con cui Londra potrà godere di uno status speciale. Cose che possono riguardare anche i nostri lettori che a Londra vogliono andare a lavorare. Cominciamo:
– limitare l’accesso ai benefici per sette anni fino al 2024
– indicizzazione degli assegni ai figli rimasti in patria di quei lavoratori che sono entrati in Gran Bretagna.

Questo punto è interessante perché significa che tali assegni avranno un ammontare pari al reddito medio del paese di provenienza del lavoratore.

Autonomie

Londra avrà uno status speciale e questo significa che, in un certo senso, le banche, le assicurazioni e le società finanziarie godranno di una certa autonomia rispetto al cosidetto single rulebook, una serie di regole comunitarie di controllo. Autonomia comunque rivista perché, alla fine, anche loro dovranno quantomeno rispettare le “condizioni di parità di mercato”. Ma è un segnale da non sottovalutare.



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