La Ford sta per lasciare Londra

Il colosso dell'auto Ford sta per lasciare Londra. Primi effetti della Brexit. E a rischio ci sono ben 3800 posti di lavoro

Cosa sta per accadere
fordSta per accadere che la Ford si prepara a lasciare Londra e la Gran Bretagna. Siamo a Dagenham a est della capitale e a Bridgend nel Galles. Qui, in occasione dello scorso referendum sulla Brexit, la gente aveva votato, per la stragrande maggioranza, per l’uscita dalla UE. Senza calcolare quali avrebbero potuto essere le conseguenze di questa decisione. E, per uno di quegli strani scherzi del destino, ora proprio queste due cittadine stanno per subire un pesante contraccolpo che si tradurrà (presumibilmente) con la perdita di ben 3800 posti di lavoro. Conseguenza della decisione che sta prendendo la Ford di lasciare Londra.

Infatti il gruppo sta valutando di chiudere proprio gli stabilimenti in Galles e nell’Essex. Anche se c’è chi fa notare che questa decisione fosse già nell’aria visto l’andamento degli ultimi mesi che, per l’azienda, è stato al di sotto delle aspettative. Ma sicuramente la Brexit pare abbia impresso un’accelerata ad una decisione che era nell’aria. In realtà i vertici di Ford hanno fatto alcuni ulteriori calcoli secondo i quali l’uscita dalla UE comporterebbe una spesa, per il prossimo biennio, pari a circa un miliardo di sterline. Troppe per il gruppo americano che qui fabbrica i motori da esportare nel resto dell’Europa.

Effetto domino
Ad aggiungersi alle preoccupazione legate alla decisione della Ford che sta per lasciare Londra, vi sono quelle legate ad un possibile effetto domino su altre case automobilistiche. Come la Gm che a Luton e a Ellesmere fabbrica macchine con il marchio Vauxhal. In questo caso l’azienda ha fatto sapere che le perdite causate dalla Brexit potrebbero aggirarsi, solo per la seconda parte del 2016, a oltre 400 milioni. Decisamente troppi per non temere che anche questa azienda possa prendere decisioni drastiche. Per le aziende automobilistiche le maggiori preoccupazioni sono legate alla svalutazione della sterlina con conseguente ritocco verso l’alto dei prezzi: cosa che si teme impatti negativamente sull’andamento della domanda. E l’occupazione è a rischio.

Anche le aziende giapponesi sono in allerta: Nissan Toyota e Honda stanno valutando le mosse da fare. Ricordiamo che queste aziende in particolare, aveva scelto la Gran bretagna per ragioni strategiche. Infatti per loro produrre qui significava poter aggirare alcuni limiti che contingentano le importazioni dal Giappone. Ma non finisce qui perché anche la Bmw sta valutando cosa fare.

Sarebbe un duro colpo per l’occupazione e per l’intera industria automobilistica inglese



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