Cosa accadrebbe se l’Inghilterra uscisse dall’Unione Europea

È quello che ha cercato di capire il sindaco di Londra che ha commissionato uno studio proprio per prevedere il possibile impatto di una tale decisione

europaLondra prima di tutto
Non c’è che dire: la questione “restare o uscire dalla UE” è sempre presente, e neanche tanto discretamente, nella politica inglese. Sia il primo ministro Cameron, con la promessa di un referendum, sia l’originale sindaco londinese Boris Johnson, cavalcano l’onda. Il sindaco, con una visione non molto generosa per la verità, sostiene che se il paese uscisse dalla UE, Londra crescerebbe ancora di più. Ma il resto dell’Inghilterra? Lo studio da lui commissionato proprio per valutare come impatterebbe questa decisione sul paese non è molto tranquillizzante al riguarda. Ma il sindaco omette di dirlo. Secondo tale studio, se l’Inghilterra uscisse dall’Unione Europea sarebbero a rischio, tanto per dirne una, quasi 1,2 milioni di posti di lavoro per non dire della prevedibile caduta del PIL. Il sindaco dimentica anche di considerare (o fa finta di non sapere) che la forza di Londra si basa prevalentemente sulla finanza e che questa cresce e prospera dal punto di vista occupazionale anche grazie alla libera circolazione dei professionisti. Coma possa pensare che Londra cresca senza UE non è ben chiaro.

Ma lui insiste
Eppure lui insiste su questa strada. Nascondendo alcuni dati dello studio in questione e sottolineandone solo gli aspetti positivi: cioè una maggiore capacità di riforme, maggiore ripresa. A patto però di non chiudere il paese in un pericoloso isolazionismo. Il piccolo particolare è che questi aspetti positivi sarebbero positivi sì, ma di non facile attuazione fuori dalla UE. Ma il sindaco non demorde e spiega quelli che sono i risultati dello studio, almeno alcuni. La previsione più ottimistica, quella che vede la Gran Bretagna dentro la UE ma una UE riformata, prevede una enorme crescita del PIL inglese. La seconda ipotesi vede la Gran Bretagna uscire, crescere ma in misura molto inferiore. La terza, la peggiore, prevede un crollo del PIL di non pochi punti.

Cosa significa
In realtà non sono pochi gli analisti e gli esperti che si dicono convinti che, in realtà, questo studio sia solo uno spauracchio nelle mani del governo, per spingere la UE a dar vita ad un serio programma di riforme. Del resto non è davvero credibile che la classe politica inglese non sappia che dall’uscita della Gran Bretagna dalla UE ha da perdere la UE stessa ma anche l’Inghilterra.



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