Bus londinesi tra tradizione, convenienza e storia

I bus londinesi, i mitici doubledeckers, sono diventati un simbolo per la città; un po' come le mitiche cabine del telefono, anche loro rosse. Ma questi bus sono anche un indispensabile e capillare servizio pubblico.

bus londraI bus londinesi sono un simbolo e una tradizione per la città, questo è innegabile. Ma sono anche un efficiente mezzo di trasporto pubblico, una capillare e ramificata rete che copre tutta la città. Del resto il sistema di trasporti pubblici londinesi è tra i più estesi ed efficienti al mondo; mezzi di superficie si accompagnano alla mitica Tube, per far muovere milioni di persone ogni giorno, e per muoversi in una città altrimenti completamente congestionata dal traffico di automobili.

Ma questi celeberrimi autobus rossi a due piani, i mitici doubledeckers, hanno una storia lunga e gloriosa che comincia nel lontano 1829. In quell’anno cominciano a percorre le nebbiose strade della città alcuni carri trainati da cavalli che, con il nome di Omnibus, cominciano un primo sevizio pubblico. Solo all’inizio del ‘900 prende il via un vero servizio a motore. Oggi migliaia e migliaia di mezzi disegnano una tela fatta di quasi 17000 fermate e centinaia di percorsi. Insomma i bus londinesi simbolo e tradizione della città sono però anche una capillare macchina da guerra del trasporto pubblico londinese. I doubledeckers come li conosciamo noi nascono negli anni ’50 e smettono di essere prodotti nel fatidico ’68. Oggi però ve ne sono in giro di più moderni e meno inquinanti, come voluto dal sindaco Boris Johnson.

Preferire i bus alla metropolitana? Difficile, o addirittura impossibile rispondere a questa domanda. Anche perché i due servizi rispondono ad esigenze di trasporto diverse. La metropolitana poi, come tutte le metropolitane del mondo, per esigenze strutturali, ha una capillarità minore rispetto al trasporto di superficie. Ha però il vantaggio di scorrere nelle viscere della terra evitando il traffico delle strade. Però l’emozione di salire su questi bus, arrampicarsi sulla scaletta facendo attenzione alle frenate e alle ripartite, e ammirare la città dai finestrini che fungono quasi da schermo cinematografico, non ha prezzo. Anzi sì, lo ha un prezzo e decisamente caro. Per questo consigliamo sempre, come scritto anche in uno dei primo post pubblicati da questo blog, di munirsi della salvifica Oyster Card. Questa, acqiustabile on line, nelle fermate della tube e in molti negozi, è una tessera su cui, all’acquisto, si può caricare la cifra che si desidera e che viene scalata ad ogni viaggio.

Facciamo ora una piccola considerazione più pratica riguardo i bus londinesi. Ricordiamoci che ci sono i bus diurni e quelli notturni che si distinguono dai primi per una bella N davanti al numero. Alle fermate vi è una mappa che, di solito, indica dove siete voi (e credeteci, non è così scontato che a Londra lo sappiate sempre) e quale è il percorso del bus. Fate poi attenzione alle diverse lettere che compaiono sulla pensilina in cui state attendendo perché per ogni fermata vi è un numero limitato di autobus. Insomma, per essere davvero cittadini di Londra bisogna imparare a muoversi e a interpretare le indicazioni dei suoi bus.



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