A Londra, in pochi mesi, ho già vissuto molte esperienze

Gianluca

Vivere a Londra continua la pubblicazione di testimonianze di italiani che si sono trasferiti a vivere e lavorare nella capitale britannica. Oggi è la volta di Gianluca Orlandi, un intraprendente ragazzo che qui, dopo la classica trafila lavorativa tipica di molti giovani che sbarcano a Londra, sta ora facendo un’interessante esperienza formativa in una società che si occupa di internet marketing, siti web e posizionamento degli stessi nei motori di ricerca. Il settore dell’IT si dimostra, ancora una volta, molto vivo e dinamico nella capitale inglese. E Gianluca ha deciso, visto che da sempre questo è ciò che vuole fare, che Londra potesse essere una bella opportunità professionale. E la sua costanza e il suo impegno non sono stati ignorati da questa città. Non è da tantissimo tempo che Gianluca vive qui, eppure ha già trovato un bel lavoro. Questa la bella chiacchierata che abbiamo fatto con lui.

Ciao Gianluca, ci parli un po’ di te? Cosa facevi in Italia prima di trasferirti?
In Italia ho lavorato per quasi cinque anni come disegnatore progettista in un’azienda metalmeccanica, ma non era proprio quello che sognavo di fare nella vita. Così decisi di lasciare il lavoro e partire per la Spagna. Poi, siccome ho sempre avuto la curiosità di guardare oltre i patri confini, non mi sono fermato lì.

Da quanto tempo sei a Londra e come è entrata nella tua vita questa incredibile città?
Sono arrivato a dicembre perchè dopo la breve parentesi in terra spagnola (5 mesi) sono tornato in Italia; ma c’era comunque dentro di me il desiderio di ripartire e vivere al di fuori dei confini italiani, come ti dicevo prima. Ho scelto Londra perchè già amavo questa città, il suo stile di vita mi affascinava e poi desideravo vivere in una grande città. Anche il fatto di aver trovato molte offerte di lavoro nel settore che da sempre mi appassiona, il web marketing, è stato di fondamentale importanza. Inoltre dovevo assolutamente migliorare il mio inglese.

Come è stato il tuo appriccio al mondo del lavoro londinese? E come è proseguito il tuo percorso professionale?
Diciamo che non è stato facilissimo e anzi, la mia prima esperienza lavorativa non è stata proprio positiva. Ho trovato lavoro in un ristorante dove i turni erano inconcepibili: 14 ore al giorno senza pausa e pagato per 8. Per fortuna però ho quasi subito trovato un secondo lavoro part time in un club di Camden Town che mi ha permesso di lasciare il ristorante ed avere più tempo per cercare un’occupazione nel settore web/online marketing dove attualmente lavoro. Quindi devo dire che tutto sommato è stata un’esperienza che mi ha fortificato. Non bisogna mai demordere. Anche le esperienze negative possono essere estremamente utili.

Com’era il tuo inglese quando sei arrivato?
Non proprio perfetto, e non lo è ancora. Faccio ancora fatica a parlare inglese e voglio assolutamente migliorarlo. Sto studiando nel tempo libero e inoltre sto cercando un corso per poterlo migliorare ulteriormente.

Hai vissuto in diversi quartieri e, immagino, ognuno di loro ti ha dato sensazioni diverse. Ce ne vuoi parlare?
Certamente! Ho avuto la fortuna di vivere in un quartiere molto vivo come Kentish Town, a due passi da Camden Town. E’ stato il modo migliore per cominciare la mia esperienza perchè avevo a disposizione tutto ciò che mi serviva: supermercati, lavanderia, trasporti… e anche qualche pub. E credetemi, quando si arriva in una città nuova, queste comodità vicine possono davvero fare la differenza. Ora, da poco più di una settimana, mi sono trasferito a Elm Park, in zona 6, per essere più vicino all’ufficio dove lavoro. Le prime impressioni di questa zona sono positive; certo è totalmente diversa da dove vivevo prima e molto più tranquilla.

Ci sono angoli della città che ami in modo particolare?
Beh avendoci vissuto a due passi e lavorato per quasi cinque mesi non posso nascondere il mio amore per Camden Town. Anche Greenwich mi è piaciuta particolarmente, sembra quasi un piccolo villaggio con i grattacieli di Canary Warf sullo sfondo al di là del Tamigi. Ad essere sincero però ci sono tanti altri luoghi che devo ancora visitare e mi piacerebbe inoltre tornare a Brick Lane.

Hai avuto qualche particolare difficoltà all’inizio nell’ambientarti?
Avendo già vissuto all’estero in passato ed avendo viaggiato molto negli ultimi anni, non ho avuto grossi problemi; certo la lingua è importantissima perchè non è sempre facile esprimersi correttamente. Sono stato anche fortunato ad aver conosciuto un gruppo di persone che ben presto sono diventate amiche. Peccato solo che la maggior parte di loro siano già ripartite per i loro paesi d’origine.

In cosa credi che Londra ti abbia costretto a metterti in gioco, sia in ambito personale sia in ambito lavorativo?
Londra, come credo ogni altra città quando si vive un esperienza come questa, aiuta a crescere. Ho avuto qualche momento di sconforto il primo periodo, quando il tempo passava e non riuscivo a trovare un lavoro. Poi la prima esperienza lavorativa non proprio esaltante. Ma ho avuto la forza di non perdermi troppo d’animo e mi sono messo subito a cercare qualcos’altro; in questo Londra aiuta tantissimo perchè ogni giorno ci sono diverse opportunità lavorative. E devo dire che mi è andata piuttosto bene.

Cosa trovi particolarmente interessante della società londinese, dal punto di vista umano e del loro modo di relazionarsi al prossimo?
Qui è un continuo viavai di persone da tutto il mondo. Quello che più amo di questa società è che nessuno sembra fare caso a come sei vestito, com’è il tuo taglio di capelli, il colore della tua pelle. Questo è uno dei valori più importanti secondo me, che in Italia non esiste ancora purtroppo. Anche se non ho conosciuto moltissimi inglesi (in fondo sono solo pochi mesi che sto qui) quei pochi che sto conoscendo però si sono dimostrati molto gentili nei miei confronti e disponibili ad aiutarmi. Poi qui è comunque tutto nuovo per me: l’ambiente lavorativo, la coda al supermercato, lo stare sulla destra sulle scale mobili. Ci sono delle abitudini e dei comportamenti che vanno rispettati; personalmente sto cercando di rispettare tutte queste cose perchè sono pur sempre uno straniero.

Londra è una città affascinante ma per niente facile. Quali pensi che siano gli aspetti che più possono mettere in difficoltà all’inizio?
Costruirsi una rete di amicizie. Non è semplice perché molta gente si trova qui solo di passaggio o è troppo indaffarata col proprio lavoro e non è sempre facile trovare qualcuno disponibile per andare a bere qualcosa o semplicemente scambiare due parole. Infatti molti stranieri “fanno gruppo” tra connazionali. Io personalmente sto cercando di evitare amicizie italiane proprio perchè vorrei parlare inglese il più possibile ed inoltre perchè vorrei anche conoscere altre culture e abitudini diverse dalle nostre.

Se volete dare un’occhiata al blog di Gianluca, seguite la pagina facebook www.facebook.com/OnlyAnotherTravelAddict. Se invece volete vedere il suo sito questo il www.gianlucaorlandi.it



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